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AU PAIR: SCAMBI ALLA PARI. QUANTO C’É DA SAPERE

I programmi alla pari sono considerati progetti di scambio culturale per l’apprendimento e/o il perfezionamento di una lingua straniera e sono regolamentati, in ambito europeo, dall’Accordo di Strasburgo. Secondo quanto stabilito dall’Accordo, i diritti e i doveri della persona collocata alla pari, e quelli della famiglia ospitante, devono essere concordati per iscritto, possibilmente prima che l’au pair abbia lasciato il Paese nel quale risiede o, al più tardi, durante la prima settimana del collocamento.
Lavorando alla pari si ricevono, in cambio del servizio prestato presso la famiglia ospitante, vitto e alloggio e, quando possibile, l’uso di una camera individuale, nonché un piccolo compenso variabile da nazione a nazione. L’au pair deve disporre di tempo sufficiente per seguire corsi di lingua e perfezionarsi sul piano culturale e professionale ed avere la possibilità di partecipare alle funzioni della propria religione.

Per poter partecipare ad uno scambio alla pari è necessario avere determinati requisiti:

– età compresa tra i 17 e i 30 anni (anche se, nella maggior parte dei paesi, l’età minima è fissata a 18 anni e la massima a 27);

– essere nubili/celibi, senza figli;

– avere una conoscenza almeno basilare della lingua del Paese in cui si intende soggiornare.

Spesso è richiesta la patente di guida e i fumatori non sono graditi. Sono considerati requisiti preferenziali precedenti esperienze documentabili nell’assistenza ai bambini.

L’iscrizione ad un corso di lingua, può essere o incluso nel programma offerto dalle agenzie private, o organizzato dalla famiglia ospitante. Non di rado, tuttavia, è lo stesso candidato a trovare la scuola i cui costi di iscrizione e frequenza sono di norma a carico dell’au pair così come le spese di viaggio (ma è sempre possibile accordarsi con la famiglia) e gli spostamenti nel paese.

Documenti necessari

Per un cittadino comunitario è possibile soggiornare in un altro Stato dell’UE senza alcuna formalità particolare (in alcuni Paesi occorre segnalare la propria presenza alle autorità locali) per un periodo di sei mesi, anche se, in alcune nazioni, il limite è fissato a tre.

L’unico documento, che un/a cittadino/a dell’Unione Europea (UE) deve presentare per il soggiorno alla pari in un altro paese membro, è un certificato medico di buona salute, datato al massimo tre mesi prima dell’inizio del soggiorno. In questo periodo di emergenza sanitaria è bene verificare nel dettaglio le ulteriori regole (vaccinazioni, tamponi, quarantena, ecc.) che potrebbero essere richieste dal paese di destinazione. Occorre, inoltre, redigere una lettera di presentazione alla famiglia, scritta nella lingua del Paese in cui l’au pair vuole candidarsi, con indicazione degli interessi personali, degli studi compiuti e le ragioni per le quali si intende vivere questa esperienza.

Assicurazioni e assistenza medica

L’assistenza medica nei paesi dell’UE è garantita, e spesso gratuita, per un periodo di tre mesi. Con l’introduzione della TEAM – Tessera Europea di Assicurazione Malattia o European Health Card (più comunemente Carta Sanitaria Europea) è assicurata l’assistenza sanitaria alle stesse condizioni dei residenti, riducendo gli ostacoli burocratici e le barriere linguistiche. Tuttavia è possibile anche acquistare ulteriori polizze assicurative private, che spesso vengono stipulate direttamente dalla famiglia ospitante.

Quanto dura?
Occorre offrire la propria disponibilità per un periodo che varia, a seconda delle nazioni, da un minimo di due a un massimo di dodici mesi (eventualmente prorogabile per altri dodici). Le famiglie richiedono, di consuetudine, un soggiorno minimo di sei mesi, ma anche nove o dodici, con partenza all’inizio dell’anno scolastico o a gennaio. Per periodi brevi (dai 2 ai 4 mesi) durante l’estate o da agosto/settembre fino a Natale, le maggiori richieste provengono dall’Inghilterra (in questo caso si tengano in considerazioni le nuove restrizioni imposte dalla Brexit) e dall’Irlanda. In Spagna, Francia, Grecia, Germania, Austria occorre dare disponibilità per almeno tre mesi.

Qual è l’impegno richiesto e le tipologie di au pair?

Il lavoro consiste essenzialmente nella cura dei bambini e nell’aiuto nello svolgimento delle faccende domestiche più leggere (spolverare, aiutare in cucina, riordinare). Sono esclusi in ogni caso i lavori casalinghi più pesanti.

Esistono diverse tipologie di collaborazione (DEMI PAIR, DEMI PAIR PLUS, AU PAIR, AU PAIR PLUS, MOTHER’S HELP) che prevedono un impegno di tempo differente con conseguente ricompensa settimanale proporzionale che tuttavia non può essere inferiore ai €.70 a settimana. L’au pair plus ha diritto a un pocket money di circa €.85-95, la mother’s help di €. 120.

Come partecipare a un’esperienza alla pari?

Per essere collocati alla pari, è possibile rivolgersi alle organizzazioni private che operano nel settore. Tutte le agenzie italiane richiedono una tassa d’iscrizione e, solitamente, anche una quota di partecipazione al programma. La maggior parte delle agenzie che si trovano nel paese in cui si svolgerebbe il lavoro, invece, non applicano alcuna tassa ai cittadini stranieri.

Attenzione: E’ consigliabile rivolgersi ad agenzie affiliate a IAPA (International Au Pair Association), questo dovrebbe garantire la qualità e affidabilità dell’agenzia.

Attraverso questo motore di ricerca è possibile selezionare quali sono le agenzie presenti in Italia.

(Fonte Aspal)

Pubblicato da legalitasardegna

l’Associazione denominata “LEGALITÀ' SARDEGNA" è costituita da Carabinieri in congedo, familiari degli stessi e simpatizzati dell’Arma dei Carabinieri, la stessa ha le caratteristiche di organizzazione non lucrativa di utilità sociale, è apolitica, apartitica ed aconfessionale;